Soccorso Verde


La Formica rufa.
luglio 24, 2010, 9:36 pm
Filed under: animali, specie | Tag: , , , ,

formiche indaffaratissime su un formicaio.

formicaio di Formica rufa.

La Formica rufa è un animale interessante e utilissimo che vive sull’arco alpino nei boschi di conifere. I formicai di questa specie sono facilmente individuabili. Sono infatti mucchi di aghi di larice o altre conifere ben disposti e brulicanti di formiche indaffarate.

La Formica rufa è una specie protetta a causa della grande utilità che ha all’interno del sistema bosco. Essa infatti è insettivora e contribuisce largamente al controllo dei parassiti delle piante. ogni formicaio infatti può eliminare migliaia di insetti al giorno impedendo il diffondersi di infestazioni di pericolosi parassiti.

Se passeggiamo nei boschi d’alta quota possiamo notare file di formiche che percorrono affollate strade tra i diversi formicai. In realtà il formicaio è uno solo anche se è formato da più mucchi di aghi. Come dire… il formicaio è uno stato e ogni singolo mucchio ne è una città. Essendo una delle specie più evolute della famiglia dei formicidi ha sviluppato una vita sociale complessa in cui il “comando” è affidato a più regine in modo che il formicaio possa continuare a crescere e a vivere virtualmente in eterno. Le rufe sono divise nelle tre tipiche caste delle formiche: regine, maschi e operaie. Le operaie sono le più piccole (le rufe sono comunque grosse e se mordono fanno male!), sono cieche o quasi e si occupano di tutto il lavoro necessario alla vita del formicaio. Sono la casta più numerosa in assoluto. Le operaie sono sterili, non possono fare uova e hanno gli organi sessuali atrofizzati. Quelle forche che vediamo gironzolare nei boschi sono operaie. Si spostano

un formicaio sotto un abete rosso.

solitamente in lunghe file serrate. Poche operaie girano in solitaria esplorando il territorio cercando cibo. Quando lo trovano lo segnalano e arriva il grosso della “manodopera”. Una curiosità: le formiche usano diversi metodi di trasporto. Il più semplice è afferrare la preda e portarla nel formicaio. Questo è il sistema usato per le prede da conservare. Se invece la preda viene destinata al consumo immediato le formiche la mangiano. Ogni formica ha due stomaci in serie. il primo è detto sociale. Qui il cibo viene predigerito e conservato momentaneamente. Il contenuto dello stomaco sociale può essere scambiato tra i diversi individui del formicaio. Se vi capita di vedere due formiche che si “baciano” ricordate che non fanno effusioni amorose ma si scambiano il cibo da uno stomaco all’altro! Oltre allo stomaco sociale hanno quello personale. Quando la formica ha fame una parte del cibo che si trova nel sociale passa nel personale. Se lo stomaco sociale è vuoto la formica richiede cibo a una compagna.

Oltre alle operaie ci sono i maschi. Nascono ogni primavera e passano la stagione nel formicaio senza fare nulla. Le operaie li coccolano, li nutrono, li puliscono. Durante l’estate però avviene il volo di nozze e i maschi, che escono per fecondare le regine, non tornano più indietro. La maggior parte di loro morirà preda di qualche uccello o altro predatore, altri moriranno di fame poiché non sono in grado di provvedere al proprio sostentamento. Altri ancora, pochi, riusciranno per caso a trovare la strada di casa. Le operaie non li lasceranno entrare e li faranno a pezzi.

Centro nevralgico di tutto il sistema sono però le regine. La formica regina è grande il doppio rispetto a un’operaia. Ha un addome molto più grosso e gli organi sessuali e riproduttivi sviluppati. Quando nasce la regina ha le ali, come i maschi (maschi e regine sono le cosiddette “formiche con le ali” che arrivano a sciami durante l’estate). In estate succede il finimondo. I maschi premono per uscire, eccitati dai loro ormoni. Le operaie li trattengono finchè le neonate regine non sono pronte. Appena le regine volano via le operaie liberano le uscite del formicaio, i maschi volano via e inseguono le regine. Le regine possono volare fino anche a duemilacinquecento metri d’altezza e oltre. Solo i maschi più forti riusciranno a raggiungerle e a fecondarle. Appena tornate a terra le regine si strappano le ali e cercano un posto dove scavare una celletta che costituirà il primo nucleo del nuovo formicaio. Lì deporrà le prime uova e le curerà. Nel frattempo i muscoli delle ali verranno riassorbiti dandole nutrimento. Se questi non bastassero la regina si nutrirà mangiando alcune delle sue prime figlie. Appena le prime operaie saranno sviluppate la regina smetterà di lavorare e il formicaio inizierà a crescere. Il compito riproduttivo non è l’unico della regina. Essa continua per tutta la vita a fare uova ma al contempo dirige il formicaio. Il suo corpo secerne ormoni che servono alle formiche per “parlare” tra loro e organizzarsi. Se si tolgono tutte le regine il formicaio impazzisce in poco tempo.

un formicaio seminascosto tra le felci.

La Formica rufa ha un’altra particolarità. Se avvicinate la mano al formicaio sfiorando le migliaia di formiche indaffarate le vedrete alzare il sedere verso di voi. Sull’addome hanno una ghiandola che secerne acido formico, una sostanza tossica che usano come arma. Spruzzandola addosso agli insetti li paralizzano. In questo modo possono portarli vivi nel formicaio e tenerli lì finchè non avranno bisogni di mangiarli. L’acido formico ha un odore forte, acre. Ha effetto anche sul nostro sistema nervoso anche se certamente non ci paralizza. Se lo si respira (annusando la mano dopo averla passata sopra il formicaio) fa aprire i bronchi.

Queste formiche sono anche allevate per l’agricoltura biologica. Nelle foreste artificiali di abeti o altre conifere da legno, l’introduzione delle rufe può evitare l’utilizzo di insetticidi chimici con un notevole risparmi economico e un grande guadagno ecologico.

Se andate per boschi rispettate questi animali e state attenti! Se vi sedete su un bel mucchio di aghi di larice potreste pagarne le conseguenze. Il morso delle rufe è doloroso!

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