Soccorso Verde


Il mio bonsai di Forsythia.
marzo 12, 2011, 5:15 pm
Filed under: specie, tecniche | Tag: , , , ,

 

il bonsai fiorito, 11 marzo 2011.

La Forsythia è una pianta arbustiva con portamento cespuglioso a volte disordinato e con un indubbio fascino un po’ selvaggio. Raggiunge il suo massimo splendore a marzo, quando i rami nudi si ricoprono di innumerevoli fiori gialli che con la loro allegria annunciano l’arrivo imminente della primavera.

Come bonsai questa pianta è decisamente sottovalutata e poco conosciuta. Mi è capitato di leggere su riviste specializzate articoli a riguardo ma si tratta comunque di casi rari e certo non paragonabili all’interesse dedicato ad altre specie come i Prunus, i Pinus, gli Juniperus…

Sul mio terrazzo ho un bonsai di Forsythia, forse non bellissimo, ma opera mia. Sono partito anni fa con una talea (metodo con cui questa specie si riproduce molto facilmente). Per un paio di anni l’ho lasciata in un grosso vaso affinché crescesse e si rafforzasse creando un tronco di una certa entità. La Forsythia sviluppa molti ricacci alla base essendo un arbusto. Per tal ragione nei primi due anni ho dovuto eliminarli costantemente appena comparivano per poter sviluppare il tronco unico. I rami che crescevano in alto invece li ho lasciati crescere come meglio credevano.

Appena si fu sviluppata a sufficienza, decisi di trapiantarla in un vaso basso, una banale ciotola per gerani, per cominciare i lavori più raffinati di impostazione. Ebbi una gradita sorpresa nel momento in cui la dissotterrai: le radici avevano costituito una base grossa e intricata che poteva benissimo divenire il tronco del bonsai. Accorciai quindi il tronco fino quasi a reciderlo completamente e trapiantai l’esemplare lasciando scoperta la parte superiore delle radici e togliendo le piccole radici nuove che spuntavano dalla base del tronco. La pianta attecchì facilmente e sviluppò molti ricacci.

Negli anni successivi, attraverso la potatura, impostai la chioma dell’alberello scegliendo uno sviluppo dall’estetica armonica e leggera. Intervenni con diverse potature

le radici affioranti che formano la base attuale della pianta, foto del 4 marzo 2011.

all’anno perché il vigore tipico della Forsythia imponeva cure continue per mantenere l’ordine della vegetazione. Lasciandola a se stessa sarebbe divenuta troppo vigorosa e i rami si sarebbero presentati troppo grossi e tozzi.

E proprio per questo in quegli anni il mio bonsai non fiorì! Solo due anni fa fece un fiore, singolo e triste, sulla punta di un ramo. Il motivo era semplice: la Forsythia fiorisce sul ramo dell’anno prima. Se si pota troppo tardi (dopo giugno) la pianta non riesce a formare boccioli. Il suo vigore mi imponeva però di potare anche a luglio e perfino ad agosto!

Fatta la ramificazione dovetti risolvere il problema della fioritura. un bonsai di Forsythia che non fiorisce è un fallimento. La soluzione fu semplice. Bastò metterla in un vaso più piccolo, di dimensioni adeguate per quel bonsai. Riducendo lo spazio per le radici e ben calibrando le concimazioni sono riuscito a ridurre il vigore ottenendo una crescita armonica e di conseguenza una bella fioritura. ora poto solo in aprile, dopo la fioritura, e do una sistemata eventuale a fine maggio.

Come concime uso banalissimi NPK. Di solito uso a inizio primavera un concime con più alto tasso d’azoto e passo da maggio in avanti a uno con maggior tenore di fosforo e potassio. Diluisco maggiormente il concime rispetto alle dosi indicate. Trattandosi di bonsai non si vuole ottenere un rigoglio eccessivo e concimo una volta ogni quindici giorni. In luglio e agosto poi sospendo le concimazioni e ne faccio una leggera a inizio settembre. In inverno non è necessario concimare perché la pianta è dormiente. Va comunque bagnata se il terreno è secco. Fate attenzione però a bagnare quando c’è il sole in modo che l’acqua non crei un blocco di ghiaccio ma abbia modo di defluire prima di gelare.

 

la parte alta della ramificazione, 4 marzo 2011.

La Forsythia non ha grandi esigenze di terreno. Io uso terriccio a base di torba magari aggiungendo della sabbia o della terra da giardino. Esistono i terricci appositi da bonsai come l’akadama, ma essendo molto drenanti esigono cure assidue che non sempre la nostra vita ci permette. Nel caso della Forsythia poi, che è pianta davvero rustica e facile, non se ne sente proprio la necessità.

Nelle foto vedete il mio bonsai. Non è ancora ultimato (sempre che si possa parlare di fine riguardo a un bonsai) ma va ancora sistemato. Noterete sicuramente un paio di rami disarmonici che vanno eliminati (lo farò nei prossimi giorni). Li ho lasciati per far ingrossare i rami principali. Anche il vaso non è proprio il massimo. Finora ho utilizzato una vaschetta di quelle del gelato confezionato. È bastato fare un buco sul fondo per renderla più che adatta allo scopo. Presto cercherò un vaso esteticamente più valido perché ora se lo merita davvero!

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