Soccorso Verde


Il guado.

Il guado o gualdo è una pianta antica, usata per secoli per ricavare una tinta blu per le stoffe. Originaria dell’Asia, essa è conosciuta in Europa fin dai tempi dell’antica Roma e veniva coltivata sia per ricavare la tinta sia per le sue facoltà antisettiche. L’Isatis tinctoria (questo il nome scientifico della pianta) contiene nelle foglie lo stesso principio colorante dell’indaco ma in quantità minore. Anche per questo fu sostituita dall’indaco stesso circa due secoli fa, quando i commerci e i viaggi furono sufficientemente agevoli e sviluppati da importare l’indaco dall’oriente a un costo relativamente basso. Le tinte sintetiche diedero poi il colpo di grazia a questa coltivazione che fu abbandonata del tutto. La pianta però restò in Europa e anche in Italia inselvatichendosi.

L’Isatis tinctoria è della famiglia delle crucifere, parente quindi della colza, dei cavoli, dei rapanelli. È una pianta biennale. Il primo anno di vita sviluppa una rosetta basale di foglie tra il verde e l’azzurro, ovali e pelose e una radice a fittone. Il secondo anno dalla rosetta basale si sviluppano gli steli fiorali che portano capolini di piccoli fiori gialli con quattro petali che si trasformeranno poi in semi. La pianta, dopo aver maturato i semi, muore.

Oggi coltivarla può essere un interessante esperimento. Potreste divertirvi a ricavare la tinta dalle foglie e a tingere le vostre magliette. Il procedimento è un po’ complicato ma realizzabile da tutti. Prendete le foglie del guado, mettetele in acqua dopo averle tagliate a pezzettoni e lasciatele macerare per un giorno o due. Fate bollire il tutto, togliete le foglie e rimestate poi con forza, più volte nel giro di qualche ora in modo da far prendere ossigeno all’acqua. Le foglie rilasciano una sostanza detta indacano, trasparente e solubile in acqua. A contatto con l’ossigeno l’indacano si ossida. L’ossido, ovvero l’indaco, non è solubile e precipita quindi sul fondo del contenitore. In questo modo otterrete una polvere blu che sarà la base delle vostre tinture.

Per tingere prendete l’indaco, mettetelo in acqua e fatelo bollire. Attenzione però! la pentola deve essere stagnata, altrimenti dovrete aggiungere un pezzo di stagno nell’acqua di bollitura (meglio se è acqua distillata). Come dicevamo l’indaco non è solubile. Lo stagno, che ha potere riducente, “disossida” l’indaco trasformandolo nuovamente in indacano. Una volta trasformato tutto vedrete sparire la vostra polvere e divenire l’acqua trasparente. Intingeteci la maglietta , fate penetrare bene l’acqua nelle fibre e tiratela poi fuori. Mettetela all’aria e la sostanza si riossiderà tingendo di blu la vostra maglietta. Se non c’è lo stagno l’indaco non si riduce e rimane solo sulla superficie delle fibre. Al primo lavaggio se ne va. Solo nel modo che vi ho descritto potete usarlo senza problemi.

Coltivare il guado è semplice. Si semina in primavera e si distanziano poi le piante di una trentina di centimetri l’una al momento del diradamento o dell’impianto in piena terra. Se volete tenerla in vaso sul terrazzo considerate che per svilupparsi bene dovrete fornirle un buon vaso (una ventina di centimetri di diametro), un terriccio morbido e ricco e dovrete tenerla concimata (un normale concime per piante verdi va benissimo). Se invece volete coltivarlo nell’orto preparate il terreno l’autunno precedente la semina vangando in profondità e aggiungendo del buon concime organico come compost vegetale o letame maturo. Seminate in una seminiera e piantate poi le piantine appena avranno due o tre foglioline. Tenete presente il fatto che il guado è parente di alcuni ortaggi come il cavolo o il rapanello essendo della famiglia delle crucifere. Non piantatelo quindi in una parcella che l’anno precedente ha ospitato questi ortaggi. La continua presenza di crucifere può far arrivare parassiti indesiderati. Lasciate anche le zolle della vangatura scoperte in inverno in modo che prendano le gelate. Livellate e rastrellate solo prima di piantare.

La riproduzione del guado avviene per semina. Trovare i semi non è cosa semplicissima. Io ho impiegato quasi due anni per trovare un piantina. L’ho poi trovata per caso, parlando con una signora che ho conosciuto per tutt’altro motivo, ho scoperto che era appassionata di tinture naturali e che aveva il guado nell’orto.  Un grazie quindi alla signora Annamaria. Mi ha regalato una piantina e segnalato un sito dove trovare i semi, l’unico che io conosca. È un sito francese specializzato in piante tintorie, lo trovate qui.